Vita

the blind side (disabituante per piccioni)

Posted in fotostorie by raffack on 6 settembre 2011

Mi han consigliato un gufo come metodo  ecobiogreen per allontanare i piccioni dal mio portichetto. L’ho realizzato con un palloncino a forma di pinguino messo a testa in giù, 1 CD e un sacchetto nero. Sembra un incrocio tra un gufo e Batman e un po’ di paura la fa davvero, solo che questi furbacchiotti hanno scoperto che c’è un angolino della barra che sfugge a SuperOwl. In realtà, non sembrano del tutto tranquilli quando si mettono lì, ma probabilmente sentono come un dovere l’occupare quel posto, visto che – pur tremanti – ci stanno lo stesso. Sigh.

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Un bravo papà

Posted in fotostorie, new by raffack on 29 maggio 2011

Partiti Robin e le cinciarelle è rimasto solo Black a frequentare il mio snackpoint. Per evitare  l’invasione di piccioni e formiche il cibo viene dato solo a richiesta, ma a un certo punto le visite di Black si sono fatte frequentissime e concitate e ho capito che aveva dei piccoli a cui badare.

Nel video si vede con che  tecnica e pazienza ordina nel becco i pinoli. Alla fine appare anche il suo paperotto, che è piuttosto bruttino…

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In te si rallegra ogni creatura

Posted in new, poesia, tempo by raffack on 25 marzo 2011

Il film “Il cane e il suo generale” di Nielsen e Tonino Guerra racconta la liberazione degli uccelli di San Pietroburgo ottenuta dal cane Napoleon e dal suo padrone, un vecchio generale pentito d’aver usato gli uccelli per sconfiggere il vero Napoleone.

Ora ho scoperto che l’idea del film poggia sull’antica consuetudine russa di liberare gli uccelli nel giorno dell’Annunciazione. Evviva Maria della quale si rallegra ogni creatura!

E così, l’arcobaleno, in alcune zone della Russia, è considerato il bilanciere con il quale la Vergine attinge l’acqua dall’Oceano per bagnare i campi e le biade. Porta acqua fresca, dolce Maria, alle insensate guerre e alle bruciate terre dei tuoi sperduti figliolini.


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ciao, piccolo Robin

Posted in fotostorie, new by raffack on 20 marzo 2011

Alba silenziosissima senza Robin il mio amico pettirosso (era tornato nel mio giardino il 4 novembre, ha cantato tutte le mattine per quasi 5 mesi, che meraviglia!).

Da due giorni cantava a pieni polmoni ma non passava a chiedermi i pinoli. Da febbraio cantava tutto il giorno, dapprima canterellava a becco chiuso sull’oleandro poi forte sul faggio.   Mi sei mancato stamattina, Robin, soldino di cacio!

Gesù ha detto che Dio si preoccupa dei passeri che si vendono per due soldi, spero tanto che protegga dalle reti e dalle aquile il tuo viaggio verso le montagne (chissà dove vai? papà dice in un bosco vero a mangiar pinoli trovati nelle pigne e non più nei sacchetti).

Ti auguro di trovar sempre ragnetti e grassi vermi nei tuoi saltelli tra i cespugli.

Oggi per riguardo a te e per nostalgia ho dato da mangiare non solo pinoli a Black e noccioline alle cince ma anche una fetta biscottata ai piccioni. Non ci potevano credere! Ormai mi venerano!

Fra un po’ l’oleandro si riempirà di fiori per farmi dimenticare come è più bello quando i colori sono anche capaci di volare e di tenermi d’occhio! Ma questo silenzio triste mi fa più chiaro quanto è sbagliato l’attacco in Libia, che Gesù abbia pietà di noi e ci perdoni.

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mi manca

Posted in fotostorie, new by raffack on 1 aprile 2010

Da sabato 27 marzo Piumotto non è più venuto a mangiare, sigh!

Era un pappagallo ma io lo chiamavo gattogallo perchè pappagallo non lo descrive: non mangia tanto e ha una faccia da gatto (in questa foto non si vede molto!) su un corpo da galletto. Anche il carattere è un incrocio tra un uccello e un gatto: indipendente, curioso, abitudinario, spavaldo e fifone.

Se non fosse per un’orrenda cornacchia grossa come un tacchino che per due giorni ha stazionato sull’antenna di fronte a casa (e che poi se ne è andata) potrei pensare  che:

– Piumotto se ne è andato col suo stormo di piccioni. In fondo era arrivato con loro in dicembre e noi dei piccioni abbiamo fatto di tutto per liberarcene;

– è iniziata la primavera e non ha più bisogno dei miei semi;

– qualcuno lo ha preso. Ogni volta che arrivava si sentiva: “Guarda che bel pappagallo!”. Purtroppo però da sabato non l’ho più sentito gridare, significa che non è in zona.

Tutti, tranne mio papà, mi dicevano di metterlo in gabbia, ma era così felice di volare con le sue ali azzurre, come un piccolo arcobaleno. E mi pareva soddisfatto del suo ruolo di ladro vagabondo, anche se era dimagrito, sporco e pieno di pulci (la libertà ha un certo prezzo di questi tempi!)

Chissà? se non lo hanno mangiato, magari un giorno ritorna a rifarmi il suo spettacolino in attesa di applausi.  Ma  se quell’orribile aquila lo ha mangiato spero tanto che ci sia un paradiso  di alberi e cieli per lui!

“Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio”.

Luca 12,6

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