Vita

per me

Posted in Gesù Cristo, tempo by raffack on 6 aprile 2012

Se Maria è entrata nella storia all’inizio stesso della storia con l’esilio di Adamo ed Eva, io sono nata quando il Buon Giardiniere ha dissodato col suo calcagno la terra, e col suo Sangue per me ha irrigato zolla e zolla, pietre e rovi (per assicurare a ogni seme futuro la possibilità del germinare).

Così il Sangue di Gesù ha svelato il mio nome sotto il sole di questo mondo. 

Prima che in quello di mia madre in un altro Sangue sono nata. E vivaddio che mi è concesso di vivere lì la Settimana Santa.

” Non possiamo dimenticare a quale prezzo siamo stati salvati, ogni giorno. L’avvenimento se è innanzitutto un fatto, è un fatto per te, che ti interessa supremamente. E’ un fatto per te! Per te, per me, per me!

«Per te» è la voce che si sprigiona dal cuore del Crocifisso.
«Per me» è l’eco che ne soffre il cuore mio, la coscienza mia.

Luigi Giussani, Egli solo è.

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Festa del Volto Santo

Posted in disegno, Gesù Cristo, new, tempo by raffack on 21 febbraio 2012

«Il primo volume si chiamerà Clio, il secondo si chiamerà Véronique.

È stupendo vecchio mio: Clio (cioè la storia) trascorre il suo tempo a cercare delle impronte, delle vane impronte, e una ebrea da nulla, una bambina, la piccola Veronica tira fuori il suo fazzoletto e sul volto di Gesù prende una impronta eternaEcco ciò che sbaraglia tutto.

Lei si è trovata nel momento giusto. Clio è sempre in ritardo».

Peguy all’amico Joseph Lotte, 28 settembre 1912.

«Ho dato il mio cuore come oggetto sensibile del mio grande amore per gli uomini e il mio Volto lo dono come oggetto sensibile del mio dolore per i peccati degli uomini e voglio sia onorato con una festa particolare il Martedì di Quinquagesima.

Dagli scritti della Beata Pierina De Micheli


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aspettando Capodanno

Posted in Gesù Cristo, l'io, new, tempo by raffack on 31 dicembre 2011

«Noi sappiamo nella nostra fede che Dio solo assunse la nostra natura, e nessun altro, ed è Cristo solo che abita in noi, ci guida, ci governa in questa vita e ci conduce alla sua felicità.

E così egli farà fino a che ci sarà sulla terra un’anima che deve giungere al cielo, e a tal punto che se non ci fosse nessun’anima sulla terra tranne una, egli starebbe con quella sola fino a che non l’avesse condotta nella sua felicità.

Solo per noi Egli è qui. E nel momento in cui io mi estraneo da lui a causa del peccato, della disperazione o dell’inerzia, io lascio che il mio Signore se ne stia solo, in quanto lui abita in me.

E così facciamo tutti noi, che siamo peccatori; ma anche se noi ci comportiamo così molto spesso, la sua bontà non gli consente mai di lasciarci soli, ed egli continua a dimorare in noi e con tenerezza ci scusa, e ci mantiene costantemente liberi dal biasimo davanti ai suoi occhi

Giuliana di Norwich Libro delle Rivelazioni, capitolo 80

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attendendo Natale 4

Posted in disegno, Gesù Cristo, new, tempo, verità by raffack on 24 dicembre 2011

Alcuni critici hanno osservato che in inverno gli angeli non potevano incontrare in aperta campagna e di notte greggi e pastori. In realtà nell’ebraismo tutto è soggetto alle norme di purità e i giudei distinguono tre tipi di greggi. Il primo, composto da sole pecore dalla lana bianca: considerate pure, possono rientrare, dopo i pascoli, nell’ovile del centro abitato. Un secondo gruppo è, invece, formato da pecore la cui lana è in parte bianca, in parte nera: questi ovini possono entrare a sera nell’ovile, ma il luogo del ricovero deve essere al di fuori del centro abitato. E un terzo gruppo è formato da pecore la cui lana è nera, animali che, ritenuti impuri, non possono entrare né in città né nell’ovile neppure dopo il tramonto, e sono quindi costretti a rimanere all’aperto giorno e notte, inverno e estate.

Questo significherebbe che le pecorelle portate in dono a Gesù erano tutte nere. Comunque, anche l’immagine che Gesù utilizza nel racconto del ritorno del Figlio dell’uomo “Egli separerà tutti i popoli della terra come il pastore separa le pecore dalle capre” (Mt 25), fa riferimento alla divisione serale delle greggi miste, quando le capre, meno provviste di grasso, erano separate dalle pecore per essere portate al riparo; mentre le pecorelle passavano la notte all’aperto vegliate dai pastori.

E, anche il riferimento di Luca ai “turni di guardia” indica che era una lunga e fredda notte invernali (Betlemme è ubicata a 800 metri sul livello del mare).

Michele Loconsole, La storia conferma la nascita di Gesù il 25 dicembre

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Attendendo Natale 3

Posted in Gesù Cristo, new, tempo, verità by raffack on 21 dicembre 2011

Quando ero piccola e studiavo catechismo sapevo che non ci sono indicazioni evangeliche o di tradizione apostolica circa il giorno della nascita di Cristo (anche se oggi non si può più dire in quanto Luca ne indica con sicurezza almeno il mese), che diverse sono le date proposte dai Padri e, si aggiungeva, che la festa del Natale al 25 dicembre è di origine romana e risale alla metà del IV secolo sovrapponendosi alla festa del Sol Invictus, la ricorrenza celebrata da diversi popoli in concomitanza del giorno del solstizio d’inverno, istituita a Roma da Aureliano nel 274 che il 25 dicembre dello stesso anno consacrava il Tempio dedicato al culto del Sole.

Correggiamo qualche dato.

Si cita sempre Dionigi il Piccolo (+556) che avrebbe fissato il Natale il 25 dicembre dell’anno 753 di Roma e si dimentica Ippolito di Roma (martire nel 235) che scrive nel 203 nel Commento a Daniele:

“Il primo avvento di Nostro Signore,  nella carne, quando nacque a Betlemme, avvenne otto giorni prima delle calende di gennaio (25 dicembre), di mercoledì, nel quarantaduesimo anno del regno di Augusto, cinquemilacinquecento anni dopo Adamo”.

Quindi abbiamo in Roma un 25 dicembre anteriore di 70 anni alla festa voluta da Aureliano.

Non solo, è la festa pagana del Sole Invitto ad essere stata posta o, ancor meglio, posposta al 25 dicembre, dato che il solstizio d’inverno – giorno in cui si festeggiava  il Sol Invictus – cade il 21 dicembre e non il 25. Non è escluso che sia stato proprio Aureliano, che fu forte persecutore di cristiani, ad aver cercato di cancellare la data della nascita di Gesù sovrapponendogli una festa pagana dedicata alla luce… che pare sia la stessa cosa che stanno organizzando ai nostri tempi (grazie a Dio, la fantasia della menzogna è limitata!).

Resta il “mercoledì” di Ippolito. Si pensa che sia stato scelto perché coincidente col quarto giorno della creazione. E’ il giorno in cui fu creato il sole (gen 1,16) e Cristo è “il sole che sorge per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra di morte” (Lc 1,78). Ma, chissà?, non mi stupirò troppo se un giorno scopriranno che Gesù è nato proprio di mercoledì. Mercoledì è il giorno che la tradizione dedica a san Giuseppe, che in effetti avrà avuto un bel daffare, quel giorno, per assicurare un luogo adeguato al piccolo Gesù e a Sua madre.

P.S. Sulla data di Ippolito, tralasciando l’anno dalla creazione del mondo (computato secondo le liste dei patriarchi della Genesi), si trovano i 42 anni del “regno” di Augusto: può essere una data preziosa, ma non si sa da dove Ippolito inizi il computo; se fosse dalla venuta a Roma di Ottaviano, dopo la morte di Cesare, per rivendicare i suoi diritti di “figlio” (44 a.c.), il Natale del Signore corrisponderebbe al 2 a.c., con una approssimazione migliore di quella di Dionigi.  (da Appunti di Cristologia di Serafino Zardoni)


vedi Andrea Sartori, Il 25 dicembre: probabilmente la vera nascita di Gesù

Michele Loconsole, Quando è nato Gesù 

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