Vita

cercasi collaboratori per mappa

Posted in Gesù Cristo, Il Volto Ritrovato by raffack on 5 aprile 2012

In occasione dell’Anno della Fede  vorrei rovesciare in Googlemap  il maggior numero possibile di riproduzioni della Veronica romana (Veronica, Santo Volto, Sudario, Vernicle in inglese, sono i nomi con cui era indicata la maggiore reliquia di Roma: il sudario con impresso il volto di Gesù, meta dei pellegrinaggi medievali). In un certo senso il progetto è quello di completare il lavoro di Karl Pearson pubblicata nel libro Die Fronica del 1887.

Ora, poiché questa è una mappa che richiede un considerevole numero di amici invito tutti ad aiutarmi.

Si può iniziare con una visita nei musei di antichità,  poi alle chiese e alle sacristie,  alle edicole, alle Vie Crucis, facendo anche riferimento ai percorsi della Via FrancigenaAd esempio, nel puzzle qui sopra c’è:  un Santo Volto  in provincia di Bolzano; una santa Veronica affrescata in una chiesa  in Piemonte e una santa Veronica affrescata in un palazzo pubblico; un quadro per devozione privata; una salita al Calvario; un lamento su Cristo in Sassonia, una santa Veronica nella Bretagna Finistère,  una santa Veronica del Duomo di Milano e un’edicola di Firenze…

Basta una foto con due righe di spiegazioni per iniziare a mettere un segnaposto.

Questi link portano alle due mappe in corso:

VeronicaMap raccoglie tutte le opere d’arte.  Ogni segnaposto rimanda a una pagina di approfondimento nel sito Veronicaroute.

BooksMap raccoglie invece le Veroniche riprodotte nei messali e libri d’ore. Anche  a questa mappa è collegato a un sito VeronicaBooks di riferimento.

Le due mappe, a Dio piacendo, saranno presentate nell’estate del 2013 al Meeting di Rimini come parte di una mostra sul volto di Cristo.

Questo è il mio indirizzo raffaella.zardoni @ mac.com

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Festa del Volto Santo

Posted in disegno, Gesù Cristo, new, tempo by raffack on 21 febbraio 2012

«Il primo volume si chiamerà Clio, il secondo si chiamerà Véronique.

È stupendo vecchio mio: Clio (cioè la storia) trascorre il suo tempo a cercare delle impronte, delle vane impronte, e una ebrea da nulla, una bambina, la piccola Veronica tira fuori il suo fazzoletto e sul volto di Gesù prende una impronta eternaEcco ciò che sbaraglia tutto.

Lei si è trovata nel momento giusto. Clio è sempre in ritardo».

Peguy all’amico Joseph Lotte, 28 settembre 1912.

«Ho dato il mio cuore come oggetto sensibile del mio grande amore per gli uomini e il mio Volto lo dono come oggetto sensibile del mio dolore per i peccati degli uomini e voglio sia onorato con una festa particolare il Martedì di Quinquagesima.

Dagli scritti della Beata Pierina De Micheli


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L’umanità di Cristo è la nostra felicità

Posted in Gesù Cristo, new by raffack on 7 gennaio 2012

«Natale: ecco il paradiso» così sant’Antonio da Padova ha iniziato l’omelia del Natale: ecco il paradiso. Quando duemila anni fa a Betlemme Maria l’ha partorito: ecco il paradiso.

Perché la legge indica dov’è la felicità. La legge e i profeti hanno indicato dov’è la felicità: «Il mio bene è stare vicino a Dio» (Sal 72, 28). Ma un conto è saperlo e un conto è viverlo. Un conto è sapere dov’è la felicità e un conto è essere felici, un conto è sapere la strada per andare alla felicità e un conto è camminare sulla strada che porta alla felicità. E se l’uomo è ferito mortalmente sul ciglio della strada – come l’immagine della parabola del buon samaritano documenta (cfr. Lc 10, 25-37) – da solo non può camminare verso la felicità.

La legge è buona, indica la strada. Ma c’è un mare, dice ancora Agostino, c’è un mare infinito tra la legge che indica la felicità e la felicità. L’uomo non è capace di attraversare questo mare.

Duemila anni fa, allora, la felicità è venuta: ecco il paradiso. La felicità è venuta: non più promessa, non più indicata come termine del cammino umano. La felicità è venuta, il paradiso è venuto. È venuto nella carne così che fosse visto, così che fosse toccato, così che fosse abbracciato. Così che Agostino potesse dire: «Io sapevo che la felicità era Dio, ma non godevo di Te  finché umile non abbracciai il mio umile Dio Gesù».

Non Dio destino lontano, ma Dio fatto bambino, piccolissimo bambino: così il paradiso, la felicità è venuta incontro, così la felicità si è fatta vicina, così si è fatta a portata di occhi, a portata di cuore, a portata delle mani che la possono abbracciare.

Tratto da L’Umanità di Cristo è la nostra felicità di don Giacomo Tantardini, supplemento a 30 Giorni n.11-2011

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aspettando Capodanno

Posted in Gesù Cristo, l'io, new, tempo by raffack on 31 dicembre 2011

«Noi sappiamo nella nostra fede che Dio solo assunse la nostra natura, e nessun altro, ed è Cristo solo che abita in noi, ci guida, ci governa in questa vita e ci conduce alla sua felicità.

E così egli farà fino a che ci sarà sulla terra un’anima che deve giungere al cielo, e a tal punto che se non ci fosse nessun’anima sulla terra tranne una, egli starebbe con quella sola fino a che non l’avesse condotta nella sua felicità.

Solo per noi Egli è qui. E nel momento in cui io mi estraneo da lui a causa del peccato, della disperazione o dell’inerzia, io lascio che il mio Signore se ne stia solo, in quanto lui abita in me.

E così facciamo tutti noi, che siamo peccatori; ma anche se noi ci comportiamo così molto spesso, la sua bontà non gli consente mai di lasciarci soli, ed egli continua a dimorare in noi e con tenerezza ci scusa, e ci mantiene costantemente liberi dal biasimo davanti ai suoi occhi

Giuliana di Norwich Libro delle Rivelazioni, capitolo 80

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attendendo Natale 4

Posted in disegno, Gesù Cristo, new, tempo, verità by raffack on 24 dicembre 2011

Alcuni critici hanno osservato che in inverno gli angeli non potevano incontrare in aperta campagna e di notte greggi e pastori. In realtà nell’ebraismo tutto è soggetto alle norme di purità e i giudei distinguono tre tipi di greggi. Il primo, composto da sole pecore dalla lana bianca: considerate pure, possono rientrare, dopo i pascoli, nell’ovile del centro abitato. Un secondo gruppo è, invece, formato da pecore la cui lana è in parte bianca, in parte nera: questi ovini possono entrare a sera nell’ovile, ma il luogo del ricovero deve essere al di fuori del centro abitato. E un terzo gruppo è formato da pecore la cui lana è nera, animali che, ritenuti impuri, non possono entrare né in città né nell’ovile neppure dopo il tramonto, e sono quindi costretti a rimanere all’aperto giorno e notte, inverno e estate.

Questo significherebbe che le pecorelle portate in dono a Gesù erano tutte nere. Comunque, anche l’immagine che Gesù utilizza nel racconto del ritorno del Figlio dell’uomo “Egli separerà tutti i popoli della terra come il pastore separa le pecore dalle capre” (Mt 25), fa riferimento alla divisione serale delle greggi miste, quando le capre, meno provviste di grasso, erano separate dalle pecore per essere portate al riparo; mentre le pecorelle passavano la notte all’aperto vegliate dai pastori.

E, anche il riferimento di Luca ai “turni di guardia” indica che era una lunga e fredda notte invernali (Betlemme è ubicata a 800 metri sul livello del mare).

Michele Loconsole, La storia conferma la nascita di Gesù il 25 dicembre

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